Sai a quali tagli si riferiscono termini come Suzie B., Hamilton, sawbuck o C-note nello slang americano? Quando si parla di dollari statunitensi, vengono utilizzati numerosi soprannomi che, a un primo ascolto, possono sembrare privi di logica. In questo articolo esploreremo i soprannomi più diffusi per banconote e monete, scoprendone le curiose origini.

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Termini colloquiali per i dollari statunitensi
💰 “Buck”
Uno dei termini gergali più diffusi è senza dubbio “buck”. L’espressione deriva da “buckskin”, termine che indicava le pelli di cervo, utilizzate come merce di scambio. Il primo uso documentato risale al 1748: il colono della Pennsylvania Johann Conrad Weiser, che intratteneva frequenti scambi con coloni e nativi americani, annotò nel suo diario che qualcuno era stato derubato di beni per un valore di $300€258
Convertito utilizzando il tasso di cambio 1 USD = 0,8588 EUR del 14/01/2026. “bucks”.💰 “Greenback”
Durante la Guerra Civile Americana (1861-1865), fu emessa una valuta cartacea d’emergenza caratterizzata da una particolare stampa di colore verde sul retro. Queste banconote furono ribattezzate “greenbacks”. Tale valuta era unica nel suo genere in quanto non garantita da riserve auree o argentee, ma solo dalla credibilità del governo.
💰 Altri termini colloquiali
Il termine “beans” (fagioli) richiama un cibo povero per eccellenza, mentre “dough” (impasto) allude metaforicamente al pane, essenziale per la sopravvivenza.
Attraverso lo slang hip-hop e la cultura urbana, è entrato nel lessico comune il termine “duckets”, un riferimento ai ducati storici, valuta utilizzata in passato in Europa. Dal mondo del gioco d’azzardo deriva invece “bones”, parola usata inizialmente per descrivere i dadi, storicamente ricavati da ossa animali.
Un termine più arcaico è “simoleons“, che deriva probabilmente dalla fusione di “sim” e “Napoleon”. Si ipotizza che “sim” fosse un’abbreviazione per definire una moneta di poco valore (come il sixpence britannico del XVII secolo), mentre “Napoleon” si riferiva alla storica moneta francese.
Il soprannome “smackers” trae origine probabilmente da “smack”, parola che evoca un gesto deciso o il rumore secco di un mazzo di banconote sbattuto sul tavolo. Il termine ormai obsoleto “spondulix” ha quasi certamente radici greche, sebbene l’etimologia esatta rimanga dibattuta.
Per indicare le migliaia, si usano comunemente “grand” o semplicemente “G”. Ad esempio, diecimila dollari vengono chiamati “10 Grand” o “10 G”.
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Soprannomi per le monete
I nomignoli per le monete (cents) e per il dollaro metallico derivano solitamente dal loro valore nominale o dai materiali di composizione.
🪙 Moneta da un centesimo (1¢)
La moneta dal valore più basso è comunemente chiamata “cent” o “penny”, termine ereditato dalla sterlina britannica.
I centesimi emessi tra il 1909 e il 1958 raffiguravano Abraham Lincoln sul dritto e due spighe di grano sul rovescio, guadagnandosi così il soprannome di “wheat penny”.
🪙 Moneta da cinque centesimi (5¢)
Composta per il 75% da rame e per il 25% da nichel, questa moneta è universalmente nota come “nickel”. La Zecca degli Stati Uniti iniziò a produrre i primi “nickels” nel 1866.
🪙 Moneta da dieci centesimi (10¢)
Questa moneta è chiamata “dime”, termine che deriva dal francese antico “disme” (decima parte).
🪙 Moneta da venticinque centesimi (25¢)
Il soprannome più comune, “quarter”, deriva direttamente dal suo valore nominale, pari a un quarto di dollaro. I quarter sono stati per decenni fondamentali per l’uso in distributori automatici, parchimetri e lavanderie a gettoni.
Il termine ormai arcaico “two bits” risale alle monete spagnole (i “pezzi da otto”) circolanti nel primo XIX secolo. Un “bit” corrispondeva a 12,5 centesimi, di conseguenza “two bits” equivalevano a 25 centesimi.
🪙 Moneta da cinquanta centesimi (50¢)
Il soprannome “half” si riferisce semplicemente al valore di mezzo dollaro. Poiché il dritto della moneta raffigura il presidente John F. Kennedy, è spesso chiamata anche “Kennedy”. Introdotta nel 1964, poco dopo il tragico assassinio del presidente, è oggi un pezzo conservato più per collezionismo che per l’uso quotidiano.
🪙 Moneta da un dollaro ($1)
Occasionalmente definita “gold dollar” per il colore dorato delle leghe moderne. Dal 1971 al 1978, il dollaro raffigurava il presidente Dwight D. Eisenhower, prendendo il nome di “Ike”.
Il soprannome “SBA” o “Suzie B.” si riferisce alla moneta emessa tra il 1979 e il 1981 (e brevemente nel 1999) in onore di Susan B. Anthony. Questa moneta fu impopolare a causa della sua eccessiva somiglianza, per dimensioni e colore, con i quarter.
Nel 2000 fu introdotto il dollaro dedicato a Sacagawea, soprannominato “Sac”, in onore della guida nativa americana raffigurata sul dritto.
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Soprannomi per le banconote
I soprannomi per le banconote derivano spesso dal valore, dal colore storico dell’inchiostro o dal personaggio ritratto.
💵 Banconota da un dollaro ($1)
Comunemente chiamata “single” o “buck”, è nota anche come “George”, in onore di George Washington, il cui ritratto campeggia sul fronte.
💵 Banconota da due dollari ($2)
Sebbene rara nella circolazione ordinaria, la banconota da due dollari è soprannominata “deuce” (il due). È chiamata anche “Tom” o “Jefferson” in riferimento a Thomas Jefferson.
💵 Banconota da cinque dollari ($5)
La banconota da cinque dollari, conosciuta come “fin” (dallo yiddish “finf”), “fiver” o “five-spot”, è anche soprannominata “Abe” in onore di Abraham Lincoln.
💵 Banconota da dieci dollari ($10)
Chiamata “ten-spot”, è nota anche come “sawbuck”, termine che allude alla forma del cavalletto per segare la legna, simile al numero romano X. Un altro soprannome è “Hamilton”, in omaggio a Alexander Hamilton, primo Segretario del Tesoro USA.
💵 Banconota da venti dollari ($20)
Nota come “double sawbuck” (per il numero romano XX), la banconota da venti dollari è comunemente chiamata “Jackson”, in onore di Andrew Jackson.
💵 Banconota da cinquanta dollari ($50)
Soprannominata “fifty” o “Grant”, dal ritratto del generale e presidente Ulysses S. Grant.
💵 Banconota da cento dollari ($100)
Conosciuta come “Benjamin”, “Benjie” o “Frank”, in onore di Benjamin Franklin. I termini più datati “C-Note” e “C” fanno riferimento al numero romano per 100.
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